Pesticidi nella pasta, tra verità ed esagerazioni

pastaTorna alla ribalta in questo periodo una vecchia notizia relativa ai pesticidi utilizzati e rinvenuti nella pasta.

Poichè si tratta dell’alimento più diffuso nella nostra alimentazione, abbiamo voluto andare in fondo alla notizia e pubblichiamo di seguito la nostra ricerca effettuata.

La rivista Bon à Savoir e dalla trasmissione On en parle sulla tv svizzera-francese RTS-La Première rende noto delle analisi sulla pasta presente in Svizzera.

L’analisi è stata condotta su 15 pacchetti di spaghetti acquistati in vari supermercati svizzeri e le analisi hanno mostrato che sette su quindici sono contaminati da pesticidi.

Sostanzialmente emerge che negli spaghetti prodotti con grani biologici sono assenti anche le tracce dei pesticidi, così come la legge impone; diversamente nella pasta prodotta con grani ottenuti da agricoltura convenzionale sono presenti tracce di pesticidi anche se ben al di sotto delle soglie limite.

Per Nicolas Roth ricercatore presso il Centro Svizzero SCAHT i risultati sono rassicuranti e non incidono sulla salute umana poiché le quantità sono ben al di sotto dei livelli di sicurezza; François Veillerette, portavoce dell’Association française Générations futures pour la défense de l’environnement è di parere completamente diverso: il Pirimifos-metile e cipermetrina sono classificati nella famiglia dei perturbatori endocrini, sostanze sospettate di avere effetti negativi sulla salute.

Barilla ha precisato a Ecoblog.it che l’80% del grano usato per le sue produzioni proviene dall’Italia e il restante 20% di grano duro da Francia e Stati Uniti e il vizietto dei pesticidi ce l’hanno proprio i francesi sempre pronti a picconare il Made in Italy.

Nelle paste integrali De Cecco, Garofalo e Barilla nessuna traccia, mentre invece sono state rilevate nella pasta tradizionale, anche se, come hanno precisato le aziende coinvolte, nessuno supera i limiti consentiti dalla legge.

François Veillerette, portavoce dell’Associazione francese per la tutela dell’ambiente, ha ribadito che anche se queste sostanze non superano i limiti consentiti per legge, questi pesticidi assimilati in piccole dosi ogni giorno, possono causare effetti negativi sul sistema ormonale.

Fatto sta che Barilla assieme a altre 14 marche di pasta è finita sotto la lente del microscopio di un laboratorio svizzero che in alcune confezioni di spaghetti ha rilevato tracce di pesticidi.

Precisazione: In cinque confezioni erano presente un insetticida autorizzato (utilizzato durante la conservazione di grano e farina nei silos), mentre nessuna riscontro di pesticidi nei prodotti biologici e in De Cecco, Garofalo e nella confezione di spaghetti Barilla integrali.
Nella confezione di spaghetti svizzeri è stata rilevata anche la cipermetrina, un insetticida-acaricida utilizzato in tutto il mondo in varie coltivazioni cereali, cotone e caffè) e l’insetticida-nematocida terbufos – utilizzato nelle coltivazioni delle barbabietole da zucchero, mais, patate e tabacco – in una quantità (0,007 mg/kg) vicina al limite ammesso (0,010 mg/kg).

Questi i risultati pubblicati nella notizia che ha ripreso ad essere diffusa in questo periodo su internet:

1) La pasta Qualité & Prix ha riportato la presenza di un pesticida molto diffuso in agricoltura, la cipermetrina, un acaricida le cui tracce si trovano anche nei chicchi di caffè e nel cotone, oltre che in altri cereali.

2) I marchi Prix Garantie, Combino, Reggano, Barilla e La Pasta di Flavio sono stati giudicati positivi alla presenza di pirimifos metile, un pesticida che viene utilizzato nella conservazione del grano per la pasta nei silos
3) Gli spaghetti Dennerè analizzati invece contenevano l’insetticida-nematocida terbufos, anch’esso come il precedente utilizzato in molti tipi di coltivazione, dalle patate al mais.

4) Dai risultati apparentemente disastrosi si sono invece salvati gli spaghetti integrali Barilla (ma non quelli tradizionali, come detto), la pasta De Cecco e gli spaghetti Garofalo.

5) Esenti dalla presenza di pesticidi anche gli spaghetti svizzeri M-Classic ed M-Budget, gli italianissimi Agnesi e gli spaghetti svizzeri di Coop e Migros.
Resta da capire se la presenza di pesticidi riguardi solo gli spaghetti svizzeri o anche quelli venduti nel nostro paese. Di certo il fatto che quattro delle sette marche giudicate non rispondenti ai limiti siano prodotte in Italia, lascia poche speranze in merito. La ricerca riporta nel dettaglio: pasta Combino di Lidl, Reggano di Aldi, Barilla e La Pasta di Flavio, tutte positive alla presenza di residui di un insetticida.

Una utente ha contattato l’azienda Barilla, ed ha pubblicato la risposta che l’azienda ha fornito sul proprio ecoblog

Ciao Marina,
abbiamo saputo delle analisi realizzate in Svizzera su diverse marche di pasta. Queste studio evidenzia che tutte le analisi confermano la conformità alle legge europea. Per quanto riguarda Barilla, il livello riscontrato nella pasta di semola è più di 100 volte inferiore al limite consentito in Italia (più di 250 volte inferiore al limite Europeo), mentre nella pasta integrale Barilla non sono stati riscontrati pesticidi.

L’articolo pubblicato in Svizzera cita un rappresentante del Centro Svizzero di Tossicologia Umana applicata, che si dice “rassicurato” e stima che “ non è il caso di preoccuparsi”, in quanto i valori riportato sono ben al di sotto delle Dosi Giornaliere Raccomandate che una persona potrebbe ingerire tutti i giorni della sua vita senza nessun effetto sulla sua salute.

I prodotti di protezione delle piante (pesticidi) sono autorizzati e utilizzati con l’obbiettivo di mantenere la salubrità delle piante e dei loro prodotti, ad esempio riducendo le infestazioni da insetti, o lo sviluppo di malattie o muffe. I residui di pesticidi sono regolamentati dalla legge, per ogni gruppo di piante e per ogni pesticida, in base a studi di tossicologia.
Barilla rispetta la regolamentazione, e conduce piani di controllo stringenti per assicurarsi che i suoi prodotti siano sempre perfettamente sani e salubri.

Inoltre l’azienda Barilla, in data 3 Aprile 2014, ha anche diramato una nota ufficiale:
Barilla rassicura sul fatto che, in collaborazione con i più qualificati esperti della comunità scientifica, siamo sempre molto sensibili al processo di miglioramento continuo della qualità e della sicurezza delle materie prime che utilizziamo. I prodotti Barilla sono del tutto conformi alle normative e alle leggi vigenti e ai più alti standard per le persone e per l’ambiente. Per quanto riguarda il grano, Barilla sta inoltre sviluppando un progetto globale chiamato «Grano Duro Sostenibile» che aiuta gli agricoltori sia nell’utilizzo dei pesticidi, solo se e quando realmente necessari, sia migliorando le pratiche agronomiche, abbassando i possibili residui e impatti ambientali.

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