l’Inismo

inismoPubblichiamo un articolo di approfondimento sull’Inismo. L’Inismo è stato fondato da Gabriel-Aldo Bertozzi al Café de Flore di Parigi il 3 gennaio 1980.
Il nome viene dall’acronimo INI formato dalle iniziali di Internazionale Novatrice e Infinitesimale. La terza componente, senz’altro la più caratterizzante del movimento, ha più valenze. Una delle principali è quella atomica.
È pure la più nota per l’esempio ormai ripetuto da tutti: «come in fisica è avvenuta la scissione dell’atomo, nell’Inismo è avvenuta la scissione della parola e del segno». Per le altre si rimanda ai vari siti dell’Inismo, in particolare: www.inisme.com
Una definizione di Inismo, la più nota, è la seguente: L’Inismo (o INI = Internazionale Novatrice Infinitesimale), movimento diffusosi soprattutto in Europa e in America, propone una nuova estetica nuova in tutti i campi della creazione visiva, scritta e sonora. L’impiego di nuove scritture calligrafiche, alfabetiche, simboliche e alchemiche (spesso con l’uso della fonetica internazionale) assume un valore di creazione e non d’imitazione, di conoscenza e non di realtà fotografabile. Questi segni, chiamati «inie», vogliono essere un’orchestrazione di sentimenti e di pensieri, la visione multipla e globale che ci offre la vita.
Con l’Inismo è iniziata la Terza Fase dell’Avanguardia, quella che viene nominata RR, Rivoluzione Rivoluzionata, che segue prima la fase della rivolta (Futurismo e Dadaismo), poi quella della rivoluzione (Surrealismo).
Tra i maggiori artisti inisti ricordiamo: Gabriel-Aldo Bertozzi (sua opera riprodotta nella pagina precedente), Laura Aga-Rossi, Angelus Novus, Jorge Barreto, Amina Ben Damir, Julio Carreras, Mark Fisher, Robert Ferry, Pietro Ferrua, Iniero Garesto, Eugenio Giannì, Gabriella Giansante (sua opera riprodotta in questa pagina), Paul Lambert, Lex Loeb, Giorgio Mattioli, Moreno Marchi, E. Nessuno, Juan Francisco Molero Prior, François Proïa, Antonino Russo, David W. Seaman, V@lent’INI, Neli Maria Vieira, Marie Claire Wellinger.

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