La leggenda delle Sette EFFE, Il segreto della Grande Madre
A cura di Sergio Proia.
A Fontana Liri Superiore, dove le pietre antiche custodiscono ancora il silenzio dei secoli, si tramanda una leggenda che affonda le sue radici in un tempo lontano, quando il borgo era protetto dalla sua fortezza e i suoi vicoli erano attraversati da uomini, viandanti e pellegrini.
Ancora oggi, passeggiando tra le case in pietra, lungo i vicoli lastricati di ciottoli e davanti alle antiche chiese, si racconta che sulle mura del borgo siano comparsi, molti secoli fa, sette misteriosi segni a forma di F.
Nessuno seppe mai spiegare con certezza chi li avesse incisi e perché.
Gli anziani del paese, però, tramandarono una frase:
«Fontana fu Fortezza. Fatevi Forti, Fontanesi Forzuti.»
Quelle sette F divennero così un segno misterioso, quasi un messaggio lasciato dal passato agli abitanti del futuro.
Ma la leggenda più antica racconta qualcosa di ancora più affascinante.
La notte delle sette F.
Si narra che, in una lontana notte di gennaio, quando il cielo era senza luna e senza stelle, un angelo venuto da terre sconosciute raggiunse il borgo.
Nel cuore della notte si fermò davanti alla porta bassa dell’antica fortezza e, con una fiamma viva, tracciò sulla pietra sette grandi F.
Non erano semplici lettere.
Erano un segno.
L’angelo indicava un luogo preciso: lì, secondo l’antica profezia, dovevano essere inserite sette chiavi d’oro.
Solo chi fosse riuscito a trovare le sette chiavi avrebbe potuto aprire la Porta della Luce, il passaggio segreto che conduceva nuovamente al cuore della Grande Madre, colei che, secondo la leggenda, proteggeva il borgo e la sua gente.
Ma le chiavi non erano d’oro come l’oro che conosciamo.
Erano nascoste nel cuore degli uomini.
I sette figli del Vecchio Saggio.
La leggenda racconta che a conoscere il segreto fosse un vecchio saggio, custode delle memorie del borgo.
Egli aveva sette figli.
A ciascuno aveva affidato una virtù, perché solo attraverso quelle virtù sarebbe stato possibile ritrovare la strada verso la Porta della Luce.
I sette figli erano chiamati:
Fuoco, Fede, Fraternità, Fertilità, Felicità, Fedeltà e Forza.
Sette nomi.
Sette chiavi.
Sette F.
E, nel cielo sopra il borgo, brillavano le sette stelle dell’Orsa Maggiore, come se il firmamento stesso indicasse la strada.
Da allora, secondo la leggenda, le sette F non furono più soltanto segni incisi sulla pietra.
Divennero un messaggio per ogni abitante di Fontana Liri Superiore.
Il Fuoco per mantenere viva la memoria.
La Fede per non smarrire la speranza.
La Fraternità per riconoscersi parte di una comunità.
La Fertilità per dare vita e futuro alla propria terra.
La Felicità per saper riconoscere la bellezza delle piccole cose.
La Fedeltà per custodire le proprie radici.
La Forza per difendere ciò che si ama.
Il mistero che ancora vive
Nessuno sa dire se le sette F siano mai state davvero incise sulle mura del borgo.
Forse sono rimaste soltanto nella memoria degli anziani.
Forse qualche traccia è ancora nascosta tra le pietre, sotto gli strati del tempo.
O forse la vera Porta della Luce non è mai stata una porta di pietra.
Forse è Fontana Liri Superiore stessa.
Un borgo da attraversare lentamente, lasciandosi guidare dai vicoli di ciottoli, dalle antiche chiese, dalle mura e dal castello Succorte che ancora domina il paesaggio.
Chi arriva fin quassù potrebbe allora chiedersi:
Dove sono le sette F?
E forse proprio questa è la magia della leggenda.
Perché le sette F non devono necessariamente essere trovate tutte nello stesso luogo.
Potrebbero essere nascoste in un particolare di una vecchia pietra, in una porta, in un’incisione, in una storia raccontata da un abitante, nella luce che attraversa un antico vicolo o semplicemente nell’anima di chi vive questo borgo.
E così il visitatore diventa parte della leggenda.
La ricerca delle sette chiavi
Ancora oggi, chi percorre Fontana Liri Superiore può immaginare di essere sulle tracce delle sette chiavi d’oro.
La prima potrebbe trovarsi nel castello Succorte, memoria della fortezza medievale.
La seconda in una delle antiche chiese, dove fede e storia si sono incontrate per secoli.
La terza lungo i vicoli di pietra, dove ogni muro sembra custodire una storia.
Le altre potrebbero essere nascoste nei panorami, nelle tradizioni, nelle persone e nella memoria del paese.
Perché la leggenda insegna che le chiavi più preziose non aprono porte di ferro.
Aprono porte dentro di noi.
E quando le sette chiavi saranno finalmente riunite, dice la profezia, la Porta della Luce si aprirà.
Allora la felicità dei sogni potrà trasformarsi in realtà e la Grande Madre, dal cuore della sua terra, riconoscerà chi ha avuto il coraggio di cercarla.
Forse è questo il vero significato delle sette F.
Fontana fu Fortezza.
Fatevi Forti, Fontanesi Forzuti.
Ma oggi potrebbero significare anche qualcosa di nuovo:
Fermatevi.
Fotografate.
Fatevi sorprendere.
Fatevi raccontare.
Fate memoria.
Fate esperienza.
Fate ritorno.
Perché chi scopre Fontana Liri Superiore una volta, forse, lascia qui una parte del proprio cuore.
E la leggenda vuole che sia proprio quella la settima chiave.
Nel 1990 su suggerimento di VINCENZO BIANCHI la trasmissione televisiva BELLITALIA di RAI 3 realizzò un servizio televisivo su Fontana Liri proprio sulla leggenda delle sette F.

