Luigi Alfredo Pantanella. L’eroe senza storia.

Luigi Pantanella, un eroe senza storia.

 

 

Avrebbe potuto essere questo il titolo, ma fortunatamente, grazie alla determinazione della famiglia ed in particolare della nipote Silvia Arcese, Luigi Alfredo Pantanella adesso una storia ce l’ha.

Atroce, come tutti quelli che hanno avuto la sventura di capitare tra le grinfie del regime nazifascista e soprattutto per quelli che hanno vissuto l’orrore dei campi di concentramento. Pochi, pochissimi, ce l’hanno fatta a sopravvivere. Lui non è stato tra questi. Luigi aderì dall’8 settembre 1943 alla formazione partigiana “Fontana Liri” assumendo la qualifica di gregario, equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano, nella lotta di liberazione. Arrestato dai nazisti a novembre dello stesso anno durante un tentativo di sabotaggio alla linea telefonica tedesca, rinchiuso nel carcere di Paliano e poi trasferito prima a Regina Coeli e poi ai lavori forzati in Germania, si persero le sue tracce. Dato per morto durante l’eccidio delle Fosse Ardeatine solo grazie al persistente studio di ricerca della nipote Silvia Arcese si è riusciti risalire al suo vero calvario: deportato nel campo di concentramento a Dachau in Germania il 28 aprile 1944, classificato con la categoria “Schutz” (ovvero quella riservata ai deportati per fini politici e per ragioni di sicurezza). Dopo quasi otto mesi fu trasferito a Buchenwald dove viene classificato come Pol (categoria in cui erano inseriti i deportati considerati nemici del Reich) e gli viene assegnato il numero di matricola 33697. Pochi  giorni dopo, il 15 dicembre del ’44 viene trasferito a Ohrdruf (sottocampo di Buchenwald) dove arriva il 15 gennaio 1945, con numero di matricola 110244. La sorte che toccò ad Ohrdruf, sottocampo di Buchenwhald, fu quella degli altri campi di concentramento. Fu liberato il 4 aprile del ’45, dalla IV Divisione Armata statunitense e dal 355º Reggimento di fanteria della Terza Armata. Fu il primo campo di concentramento nazista ad essere liberato dagli Alleati. Quello che trovarono furono ammassi di uomini morti e accatastati, magrissimi, tra cui, presumibilmente, anche il povero Luigi Alfredo, nostro concittadino, deceduto per stenti in condizioni disumane. Per questo suo calvario dovuto al fatto di essersi opposto al regime nazifascista l’Esercito Italiano gli ha concesso la Medaglia D’Onore il 29 gennaio 2013. La medaglia è stata coniata dalla Zecca dello Stato Italiano ed è stato emesso il Decreto dal Presidente della Repubblica. La tenacia di Silvia ha permesso alla famiglia Pantanella di avere il giusto tributo per l’enorme sacrificio patito da Luigi Alfredo.

 

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