La polemica sulle frasi di Bonaccini

Il travisamento delle parole di Stefano Bonaccini hanno sottoposto il parlamentare europeo dem ad una gogna mediatica. 

Bonaccini è accusato di aver dichiarato che chi vota a destra è poco colto. 

In realtà non è così: la frase, estrapolata dal suo complesso, si limitava ad una analisi del voto, stando ai sondaggi: “Il voto a Meloni e Vannacci è il voto di chi ha studiato poco”. Questo è un dato di fatto e l’ex Presidente dell’Emilia Romagna voleva analizzarne il significato politico: come mai questo elettorato vota più facilmente a destra. 

La frase incriminata è la seguente: 

“Il voto al primo e al secondo Trump, il voto per la Brexit qualche anno fa, il voto in Germania ad Afd, quello a LePen, quello in Italia a Meloni e prima Salvini, oggi forse a Vannacci, è un voto che vede in maniera maggioritaria il voto di chi ha poco studiato. Di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città e, come dice lei, di chi sta peggio economicamente”.

Stefano Bonaccini ha fatto un ragionamento autocritico sulla sinistra: ha osservato che le destre raccolgono un consenso particolarmente forte tra persone con titoli di studio più bassi, nelle periferie, nelle aree interne e tra chi si trova maggiormente in difficoltà economica, e si è chiesto perché la sinistra non riesca più a rappresentare proprio una parte di quei ceti che storicamente costituivano il suo riferimento.

Quel ragionamento è stato trasformato in: «Gli italiani votano a destra perché hanno studiato poco».  E subito dopo in: «Per la sinistra chi vota a destra è ignorante». Bonaccini non ha detto né l’una né l’altra cosa. Probabilmente le espressioni utilizzate si prestavano facilmente a strumentalizzazioni ma fondamentalmente Bonaccini ha descritto un fenomeno elettorale e si è domandato che cosa abbia sbagliato la sinistra e come mai classi sociali e zone (periferie) un tempo vicine alla sinistra oggi l’abbiano abbandonata. E il fenomeno esiste. Alle Europee 2024, secondo Ipsos, FdI passava dal 23,4% tra i laureati al 33,0% tra chi aveva licenza media o elementare; la Lega dal 4,3% all’11,6%; Forza Italia dal 5,9% al 14,0%. Per il PD la relazione era opposta: dal 30,9% tra i laureati al 20,0% tra chi aveva i titoli di studio inferiori. 

Questo è un dato elettorale. Non è un giudizio sull’intelligenza delle persone.

 

 

 

 

Lascia una Risposta








 Acconsento al trattamento dei miei dati personali (Regolamento 2016/679 - GDPR e d.lgs. n. 196 del 30/06/2003). Privacy Policy.

Il presente sito fa uso di cookie anche di terze parti. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni. La prosecuzione nella navigazione comporta l'accettazione dei cookie. Leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi